Lotta al randagismo: l'appello dei medici Veterinari

Milano, 7 luglio 2016. Arriva dall’Ordine dei Medici Veterinari di Milano e provincia un appello ai proprietari di animali d’affezione per scoraggiare l’abbandono dei pets e sensibilizzare sulle conseguenze di tale gesto. L’abbandono di animale, oltre a costituire un reato in base alla legge 189/2004, è una delle principali cause del randagismo, fenomeno che ha un forte impatto sia sull’animale sia sulla comunità. La Regione Lombardia ricovera nei canili pubblici (sanitari e rifugi) circa 4000 animali tra cani e gatti ad un costo stimato di 1500€ all’anno per esemplare, escludendo i costi di cattura e assistenza sanitaria, per una spesa totale di 6.000.000 di euro.

Abbandono e randagismo sono problemi sociali, l’appello dell’Ordine

Essere proprietari di un’animale d’affezione comporta delle responsabilità tanto nei confronti dell’animale quanto della collettività. In Italia i casi di abbandono, che spesso coincidono con il periodo estivo o con il raggiungimento da parte del pet dell’età adulta, sono circa 7000 ogni anno e vanno ad alimentare il problema del randagismo. Le conseguenze principali sono i profondi danni causati all’animale e l’incremento di rischi per la salute pubblica per via delle malattie trasmissibili e dei possibili attacchi a persone o altri animali. Senza trascurare i costi di ricovero e assistenza sostenuti dall’amministrazione pubblica. 

La questione va affrontata alla radice, coinvolgendo Istituzioni, strutture pubbliche e private, medici veterinari liberi professionisti affinché: si potenzino gli interventi di formazione nelle scuole e si intensifichino i corsi del “patentino” sul possesso responsabile; si insista sulla crucialità della registrazione all’anagrafe animale attraverso il microchip e si renda più efficiente l’interoperabilità tra anagrafi regionali e anagrafe nazionale; aumentino gli interventi di sterilizzazione, strumento fondamentale di lotta al randagismo; si intensifichino i controlli sull’adeguatezza e sulle autorizzazioni delle strutture di ricovero. Queste attività sono supportate dal Piano Triennale degli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo.

“Per il triennio 2015-2017 sono stati stanziati dalla Regione Lombardia 2.000.000 di euro da assegnare a progetti volti a combattere il randagismo- spiega Carla bernasconi, presidente Ordine Medici Veterinari di Milano - Il nostro auspicio è che tali fondi vengano interamente impiegati, a differenza di quanto successo nel triennio 2011-2013, quando, per via di lentezze di tipo burocratico, venne utilizzato solamente il 41% degli oltre 6.000.000 di euro stanziati. Ai futuri possessori di animali d’affezione rivolgiamo l’invito a valutare attentamente la scelta di acquistare un cucciolo se non si è perfettamente consapevoli delle responsabilità che ciò comporta. Inoltre, ricordiamo che i canili sanitari e i rifugi sono colmi di animali in attesa di essere affidati.”

Regione Lombardia, il quadro attuale

L’anagrafe regionale degli animali d’affezione vede attualmente 1.351.874 cani registrati e 94.703 gatti. Nel giugno 2016 si contano in Lombardia 94 strutture di ricovero (66 canili rifugio e 28 canili sanitari) per un totale di 3446 cani. Nel 2015, tra canili sanitari e rifugi, si è registrato il ricovero di 3206 cani, indicando un miglioramento rispetto al 2014 (3596 cani ricoverati). Un trend positivo è rappresentato anche nell’aumento di restituzioni e affidi tra il 2010 e il 2015 rispetto al numero di cani accalappiati: nel 2015 sono stati accalappiati 12.357 cani (12.692 nel 2010); di questi, 9.451 sono stati restituiti con una percentuale di restituzione pari al 76,48% contro quella del 46,9% del 2010, mentre 4.386 sono stati affidati, ovvero il 35,5% (un marginale miglioramento rispetto al 34,3% del 2010).

“Dai dati sulla situazione lombarda emergono sicuramente dei segnali positivi e incoraggianti – conclude Bernasconi - ma non è sufficiente: quello del randagismo è un problema ancora lontano dall’essere fortemente ridimensionato o debellato, con conseguenze sulla salute pubblica e sulla qualità del rapporto tra uomo, animale e ambiente.”

Ufficio stampa Ordine dei Medici Veterinari di Milano e provincia

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